L'area protetta di Monte Catalfano



Dalla Rotonda, il rinomato ristorante bar e pizzeria sul lungomare di Casteldaccia, guardando verso nordovest, si vede il monte della cittadella che ospita i ruderi della città punica di Solunto. Il rilievo, il cui toponimo è Monte La Città, alto 235 slm, appartiene al gruppo montuoso noto con il toponimo di Monte Catalfano.

orchidee spontanee

Tutto il complesso è costituito essenzialmente di rilievi di natura calcarea mesozoici in cui si trovano grotte e cavità verticali, anche profonde, note col termine locale, ormai pressocchè sconosciuto ai più, come zubbi. L’area, sebbene interessante per la sua flora spontanea di tipo mediterraneo, è stata per parecchi anni oggetto di intenso degrado ad opera dell’uomo: cave di pietra, discariche e incendi dolosi ricorrenti. Da diversi anni,

anche grazie alle proteste e alle denunce, le attività di estrazione e quelle di deposito di rifiuti urbani sono cessate. Hanno però continuato, sebbene ora in modo sporadico, azioni di incendio doloso che hanno minacciato il manto boscoso, soprattutto la flora spontanea mediterranea e la poca fauna lì presente. I luoghi sono piacevoli da visitare e vi si respira aria pulita e odorosa di essenze naturali. Lì è possibile fare attività sportiva: corsa e mountain bike, ma anche rilassanti passeggiate.

Escursioni. Per chi ha fiato e resistenza si consiglia il seguente percorso fattibile a piedi, con un buon paio di scarpe, ma anche pedalando in mountain bike. Si inizia in prossimità del complesso alberghiero il Kafara, subito dopo l’uscita dal grazioso paesino di pescatori di Santa Elia. Si risale lungo la carrareccia della forestale, che inizia a fianco della strada panoramica che porta a Mongerbino, fino alla sella Portella a Mare, proprio sotto le rovine della città di Solunto. Quindi si prosegue lungo un percorso tortuoso, a tratti a zig zag, in salita fino a raggiungere la strada in terra battuta della forestale; si prosegue finalmente facilmente fino al cancello d’ingresso del complesso boscato di Monte Catalfano, in contrada Chianu i Mastru Aspanu. Da lì, volendo, si può salire ancora fino alla casetta della forestale in prossimità di Monte Irice, da dove è possibile ammirare un panorama, in alcuni tratti da mozzafiato. Oppure, raggiungere la statale 113, seguendo la strada asfaltata in ripida discesa, passando accanto alla settecentesca Villa Rammacca.

Francesco Speciale